Non solo Hormuz, cosa succede se rimane bloccato anche lo Stretto di Bab el-Mandeb?
Da settimane gli investitori puntano l’attenzione sullo Stretto di Hormuz, snodo chiave per le forniture di gas e petrolio, ma con l'inasprirsi del conflitto in Medio Oriente, e con l’ingresso degli Houthi yemeniti nella guerra, un altro punto strategico rischia di rimanere bloccato a lungo: lo Stretto di Bab el-Mandeb, che collega il Mar Rosso con il golfo di Aden e quindi con l'oceano Indiano. Con una lunghezza di circa 113 km e una larghezza di 32 km, Bab el-Mandeb è uno dei colli di bottiglia del traffico marittimo più delicati al mondo. Il nome Bab el Mandeb significa «Porta delle Lacrime» o «Porta del Dolore» in arabo, dalla parola «bab» che significa «porta» e «mandeb» o «mandab» che vuol dire «lamento». Un nome che sembra evocare i pericoli della navigazione di quel lembo di mare. Da lì, in condizioni normali, transita ogni anno circa il 12% del commercio mondiale di petrolio via mare. Nel 2023, durante la guerra nella Striscia di Gaza scatenata dall''''''''''''''''attacco di Hamas contro Israele del 7 ottobre 2023, gli Houthi attaccarono con droni e missili numerose navi, rallentando il traffico nel Mar Rosso e nel Canale di Suez e costringendo le compagnie di navigazione a utilizzare la rotta del Capo di Buona Speranza, la punta meridionale dell''''''''''''''''Africa. Lo stretto di Bab El-Mandeb è strategico per l’Italia poiché rappresenta un passaggio obbligato da e per il Canale di Suez, coinvolgendo quindi direttamente il Mar Mediterraneo.





Georgia Reader Reply
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