La crisi energetica, i prezzi choc del diesel, l’inflazione, la dipendenza dal Medio Oriente, i conti pubblici e la vulnerabilità dell’Italia: tutti i numeri
Roma, 4 aprile 2026 – Da un lato i conti pubblici, dall’altro il costo dell’energia che rischia di far saltare le economie di mezzo mondo. Ieri è arrivato il “no” della Commissione Ue all''''Italia sull''''ipotesi di sospendere il Patto di Stabilità: “Si può fare solo se c''''è grave recessione e non siamo in questo scenario”. Intanto è arrivata dall''''Istat la conferma che il rapporto deficit-pil per il 2025 è al 3,1% e l''''Italia resta nella procedura di infrazione per deficit eccessivo. Bankitalia taglia le stime sul Pil per la guerra a +0,5% nel 2026. Ma se il prezzo del petrolio resterà alto a lungo, avverte, si rischiano crescita zero nel 2026 e recessione nel 2027. Per Palazzo Koch, con il rialzo dei prezzi dell''''energia, l''''inflazione balzerà al 2,6% nel 2026, un punto in più del 2025. Al top da 11 anni la pressione fiscale al 43,1% del Pil in tutto il 2025 (+0,7% sul 2024) e al 51,4% nel quarto trimestre. Le quotazioni di petrolio e diesel Teheran e il blocco a oltranza Il gasolio muove tutto Le nostre raffinerie e il fattore Russia L’Italia esposta alle turbolenze





Georgia Reader Reply
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